Ogni domenica una parola del nostro mestiere, spiegata a chi fa impresa. Questa è quella che vi hanno proposto più spesso, quasi sempre senza dirvi cos’è.
Cosa vuol dire
Il cloud è il computer di qualcun altro. Più precisamente: sono computer che non vedete, in un capannone che non sapete dove sia, di proprietà di un’azienda che ve ne affitta un pezzo — spazio per i file, un programma, una macchina intera — e che paga delle persone perché restino accesi, aggiornati e raggiungibili giorno e notte.
Quando la posta sta «nel cloud», sta su quei computer e ci arrivate da internet. Quando il gestionale è «in cloud», gira lì e lo usate dal browser. Cambia dove sta la macchina e chi la tiene accesa; non cambia il fatto che una macchina c’è.
Cosa non è
Non è al sicuro da solo. Chi vi affitta la macchina la tiene accesa; non risponde di quello che ci mettete sopra. Un file cancellato per sbaglio, un account aperto con una password rubata, un fornitore che chiude: per tutto questo il backup resta vostro, anche nel cloud. Ne abbiamo scritto domenica scorsa.
Non è per forza più economico. L’affitto costa poco all’inizio e cresce con l’uso, senza che nessuno ve lo dica: uno spazio in più, una macchina lasciata accesa dopo una prova, un servizio che nessuno usa da un anno. Un server nel retro costa tutto subito e poi quasi niente. Quale conviene dipende da quanto ne usate e da chi lo guarda.
Non è internet. Internet è la strada; il cloud è un edificio a cui la strada porta. Senza la strada non ci arrivate, ed è la prima cosa da sapere: un gestionale in cloud è fermo quando la connessione è ferma.
Non è «senza server». Il server c’è sempre. È di un altro, sta altrove, e lo tiene acceso qualcun altro; ma quando il vostro programma è lento, è lento su quella macchina, e qualcuno deve poterci guardare.
Come si riconosce in azienda
Fatevi una domanda: se all’ufficio va via la corrente, cosa continua a funzionare dal telefono? La posta, quasi sempre. Il gestionale, dipende: se lo aprite dal browser e non da un’icona su un computer preciso dell’ufficio, probabilmente è in cloud. Il magazzino, le foto dei cantieri, i preventivi: ognuna di queste cose sta in un posto, e quel posto è o una macchina vostra o una affittata.
La seconda domanda è chi paga la fattura di ogni affitto, e chi la legge. Se la risposta è «arriva sulla carta di credito e basta», sapete già dove guardare per primo.
Un esempio
Un’azienda agricola della provincia di Brindisi ha il gestionale su un computer nel retro dell’ufficio, comprato anni fa e mai spento. Chi è in campagna non lo vede: telefona, e qualcuno in ufficio legge lo schermo. Portarlo in cloud vuol dire spostare lo stesso programma su una macchina affittata, raggiungibile dal telefono; da quel giorno la telefonata sparisce. Ma quel computer non aveva un canone, e la macchina affittata sì; e se chi la affitta cambia i prezzi o chiude, il gestionale va spostato ancora. Non è una ragione per non farlo. È la ragione per saperlo prima.
Da lunedì
Fate l’elenco degli affitti: ogni servizio che pagate a canone e che non gira su una macchina vostra. Accanto a ognuno, chi lo usa e chi ne legge la fattura. Quello che nessuno usa si spegne; quello che tutti usano e nessuno guarda è dove comincia il lavoro. Nella scheda Consulenza Imprese c’è come teniamo noi i server — anche quello nel retro — e i servizi cloud, quando non li guarda nessuno; se preferite fare l’elenco insieme a noi, il check-up digitale serve a questo.
Il servizio collegato a questo articolo: Consulenza Imprese